Nando dalla Chiesa a Trento per presentare il Manifesto dell’antimafia Lunedì, 08 Giugno 2015

L'Associazione Giovani Cooperatori Trentini, in collaborazione con Libera Trentino, ha organizzato una serata-incontro con Nando dalla Chiesa autore del Manifesto dell'antimafia. L’iniziativa si inserisce nel percorso “Giovani cooperatori di legalità” promosso dall’Associazione

Per vedere l'intervista al professor dalla Chiesa e le immagini video della serata clicca qui

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Parlando di mafia vengono in mente i tanti luoghi comuni che la raffigurano come un problema del Sud Italia, fatto di persone ben riconoscibili, lontano dal vivere quotidiano che ci appartiene. Ma sono proprio questi luoghi comuni, i pregiudizi sull'identità del fenomeno mafioso e le banalità sulle sue trasformazioni culturali o sui suoi modi di penetrazione nella vita economica e sociale del Paese, che tolgono efficacia alla lotta antimafia. Da questa consapevolezza nasce la proposta dell’associazione Giovani Cooperatori Trentini, realizzata nell’ambito del progetto Giovani Cooperatori di legalità, in collaborazione con Libera Trentino: una serata di riflessione e dibattito sulla mafia con protagonista Nando dalla Chiesa, autore del Manifesto dell'antimafia.

Nel dibattito pubblico, da decenni e anche in autorevoli consessi, ha osservato il professor dalla Chiesa, “si dispensano a ruota libera tante corbellerie oppure si dà corso a dei puri processi di autoimmaginazione. Per strappare un applauso o per vedere astanti annuenti è sufficiente dire che ‘la mafia non è più quella con la coppola e con la lupara’. Ci si immagina la mafia come un esercito in doppio petto, che frequenta Piazza Affari e gioca in borsa, che parla fluentemente le lingue e viaggia con disinvoltura per il mondo, che manda i rampolli a studiare a Oxford o a Boston”. Un'immagine stereotipata e fuorviante, lontana dalla realtà, dove invece le figure apicali della mafia si esprimono in un italiano stentato, interloquiscono per lo più in dialetto, e non c'è un caso, nemmeno uno, di un figlio che sia andato a studiare in prestigiose università all'estero. “Perché i mafiosi, anche se non hanno più la coppola in testa, mantengono abitudini, atteggiamenti, linguaggi, costumi, ambienti che li rendono facilmente riconoscibili. E ciò che fanno avviene sotto i nostri occhi. Sotto i nostri occhi incendiano locali e attività, saltano per aria ruspe o camion nei cantieri, organizzano cene elettorali e vendono pacchetti di voti, scaricano rifiuti tossici, ottengono piani regolatori su cui buttarsi con i propri subappalti, entrano nel commercio e nel turismo dagli alberghi di lusso alle pizzerie, e il loro luogo di lavoro preferito è il bar”.

Accade perciò che il mafioso, che gestisce traffici milionari, sia l'imbianchino o che la moglie del mafioso si alzi alle cinque del mattino per andare a fare le pulizie negli uffici: esempi semplici, parole chiare, proposti dal professor dalla Chiesa per far comprendere quanto la mafia sia più vicina e comune di quanto non si vorrebbe credere. Perché poi, e questa è una delle tesi del docente, “la vera forza della mafia sta fuori dalla mafia” e trova terreno fertile nelle tre categorie antropologiche decisive per la sua vittoria, tra i complici, i cretini e i codardi, in cui convergono, appunto, gli interessi criminali, quelli politici e anche quelli imprenditoriali.

Un accenno nell’intervento del relatore è stato rivolto al delicatissimo ruolo della magistratura che, tra obsolescenza e carenze cronicizzate di mezzi e personale amministrativo e tecnico, nel tempo si è vista accollare, quasi in toto, una delega ideale e comportamentale figlia di una deresponsabilizzazione progressiva che altro non è che espressione di un paese a scarso capitale civile.

La serata è stata introdotta dall'intervento di Elena Cetto, presidente dell'Associazione Giovani Cooperatori Trentini, e da Chiara Simoncelli, referente del Coordinamento provinciale di Libera Trentino. Nadia Pedot, del direttivo dei giovani cooperatori e di Libera Trentino, che ha dialogato durante la serata con il prof. dalla Chiesa, ha ricordato le attività che in questi anni l'associazione ha promosso e realizzato con l'intento di diffondere una maggiore conoscenza e consapevolezza della pervasività delle mafie: i campi di lavoro e formazione sui terreni confiscati alle mafie, in particolare a Polistena, in provincia di Reggio Calabria, presso la Cooperativa sociale Valle del Marro – Libera Terra, lo spettacolo di teatro civile e gastronomico di Mafie in pentola, in Sala della Cooperazione nello scorso dicembre, per comprendere come la scelta antimafia possa cominciare dalla scelta del cibo, e da ultimo il sostegno al progetto culturale di mappatura delle mafie MafiaMaps, così chiamato e ideato da Pierpaolo Farina, talentuoso ex studente del prof. dalla Chiesa.

Il professor dalla Chiesa

Il Manifesto dell'antimafia, pubblicato da Einaudi nel 2014, è somma e sintesi di trent'anni di studio di Nando dalla Chiesa per conoscere la mafia e di resistenza per combatterla, dall'accademia ai tribunali, dal vissuto personale alla quotidianità di ognuno.

Nando dalla Chiesa insegna Sociologia della criminalità organizzata all'Università degli Studi di Milano, presso cui dirige l'Osservatorio sulla criminalità organizzata. È stato parlamentare e sottosegretario all'Università.  È editorialista del Fatto Quotidiano e presidente onorario di Libera.

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