La “Cassa Rurale Adamello – Brenta” guarda al futuro con fiducia Venerdì, 19 Maggio 2017

Si conclude un triennio importante di accantonamenti prudenziali per rettifiche dei crediti deteriorati (12 milioni solo nel 2016), che ora hanno adeguati indici di copertura. La Cassa è solida e ben patrimonializzata.

L’operazione (realizzata esclusivamente con mezzi propri) ha effetti negativi sul bilancio: -7,7 mln. Il direttore Marco Mariotti: “la Cassa è molto dinamica lo testimonia l’aumento della quota di prestiti alle famiglie”.

La presidente Monia Bonenti: “abbiamo lavorato con serietà e trasparenza, ed ora possiamo guardare con fiducia al futuro. Disponibili a lavorare su una ipotesi di aggregazioni con le casse limitrofe”.

La “Cassa Rurale Adamello – Brenta” si presenta all’assemblea del 26 maggio con la serenità di aver fatto bene il proprio lavoro, a conclusione di un triennio in cui ha pesantemente “svalutato” i crediti deteriorati accantonando prudenzialmente risorse tali da mettere ulteriormente in sicurezza la banca. Crediti problematici che dal 2015 hanno finalmente smesso di crescere, dopo una salita vertiginosa negli anni precedenti.

Il tutto realizzato con risorse patrimoniali proprie, senza alcuna necessità di attingere ad ulteriori risorse di sistema. Questo comporterà una perdita, per l’esercizio 2016, di 7,7 milioni di euro.

Il risultato dell’operazione è di avere una banca solida, con tassi di copertura dei crediti deteriorati (cioè quote già prudenzialmente accantonate) di assoluta sicurezza (41% in media, di cui il 60,2% per le sofferenze). Credito problematico, peraltro, assistito da garanzie primarie.

“Abbiamo la consapevolezza di aver fatto ciò che si doveva fare, con trasparenza e senza far mancare la vicinanza ai nostri soci e al territorio. Oggi in parte paghiamo anche lo scotto delle operazione di pulizia sui crediti”, dichiara la presidente Monia Bonenti. “Abbiamo tutte le carte in regola per affrontare la riforma del credito cooperativo”.

“La gestione ordinaria è molto positiva, con una redditività che si mantiene buona grazie alla forbice del 2,61%, sopra i livelli medi di sistema. Il margine di interesse è in miglioramento, le commissioni stabili, costi amministrativi e del personale in riduzione stabile da cinque esercizi. La Cassa Rurale nel 2016 ha erogato prestiti per oltre 35 milioni, l’attività con i soci è ulteriormente aumentata superando ampiamente il 60%. Confortanti i primi mesi di quest’anno” assicura il direttore Marco Mariotti.

I dati patrimoniali registrano una sostanziale tenuta della raccolta complessiva mentre vedono una riduzione della raccolta diretta con importanti flussi verso il risparmio gestito che beneficia di un incremento del 21% (12,3 milioni). Dal lato impieghi, anche l’esercizio 2016 ha visto una riduzione pari al 5%, al netto delle rettifiche, frutto sostanzialmente di una riduzione della domanda su forme di investimento fisso, mentre la quota di impieghi alle famiglie è aumentata passando dal 30 al 31,5%.

La “Cassa Rurale Adamello - Brenta” occupa 68 dipendenti su un territorio molto vasto che va da Madonna di Campiglio a Salò, passando per la valle del Chiese.

Una economia ben diversificata con turismo e terziario che tengono bene mentre industria e commercio sono un po’ più deboli.

Una unica Cassa Rurale nel Territorio Giudicariese?

Il tema delle aggregazioni tra Casse Rurali è da tempo oggetto di dibattito in tutto il movimento. Per la presidente Monia Bonenti c’è la disponibilità a valutare aggregazioni con tutte le Casse limitrofe, senza preclusioni.

“Dobbiamo pensare ad un modello di credito cooperativo diverso da quello che abbiamo immaginato finora”, afferma la presidente. “La rivoluzione digitale farà cambiare la modalità di utilizzo della banca: serve una Cassa efficiente ed efficace. E per un credito cooperativo forte, adeguato ai tempi, ci vogliono persone sempre più preparate.

Lo scenario della riforma del credito cambia le carte in tavola. Il patrimonio viene utilizzato anche per sostenere il patrimonio della capogruppo, quindi servono Casse ben patrimonializzate ma anche con capacità di produrre reddito.

Per questi motivi sono convinta che non ci sia spazio per più di una/due Casse Rurali nelle Giudicarie”.

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