Il nuovo patto tra Federazione e Provincia autonoma Venerdì, 09 Giugno 2017

ASSEMBLEA DELLA FEDERAZIONE | PARTE PUBBLICA

I due enti hanno individuato dieci specifici e reciproci impegni su altrettanti temi fondamentali: dai servizi decentrati sul territorio al lavoro, dalla vigilanza agli appalti, dalla formazione alle risorse a disposizione. Azioni concrete ad ampia ricaduta.

Il presidente della Provincia Ugo Rossi: “Il movimento cooperativo non è solo un importante distretto economico, ma ha in sé un paradigma fondamentale: è benzina positiva della nostra autonomia. Le cooperative garantiscono lavoro, sviluppo e gettito fiscale al territorio”.

Nella relazione di Mauro Fezzi l’affermazione di un nuovo ruolo della Federazione per la guida del movimento cooperativo: “dobbiamo mettere in campo strumenti adeguati per la risoluzione dei problemi. Regìa unica delle società collegate e ruolo forte dei comitati di settore”.

Sulla riforma del credito: “l’affermazione di Cassa Centrale Banca è un grande successo per tutto il Trentino. Occorre individuare, assieme alla Capogruppo, gli strumenti migliori per valorizzare anche il ruolo associativo, a beneficio dell’intero sistema territoriale cooperativo, non solo di credito”.

Il presidente di Federcasse Augusto Dell’Erba: “La Federazione nazionale continuerà a rappresentare parimenti Bcc e Casse Rurali anche nell’era dei gruppi bancari. Auspico che domani possano nascere le condizioni perché i Gruppi trovino una via comune, perciò vi invito a lasciare aperta la porta della collaborazione, del confronto e della ricerca di sinergie”.

Al sistema delle 495 cooperative trentine si sono uniti nel 2016 2.000 nuovi soci e socie, sfiorando il numero record di 290 mila. Dai settori del sociale, dei servizi e dell’agricoltura 800 nuovi occupati. Il credito si organizza per affrontare la riforma e nel consumo soffrono i piccoli punti vendita.

Si parla di:

Imprese

Persone

Innovazione tecnologica, partnership e concretezza organizzativa. Sono queste le tre direttrici con cui la Cooperazione Trentina si appresta a guardare il futuro, archiviando un 2016 complesso, con qualche situazione complicata da affrontare, ma con tante luci che chiamano all’ottimismo.

Questo pomeriggio, durante l’assemblea della Federazione, è stato infatti firmato un protocollo d’intesa con la Provincia autonoma che impegna i due enti su dieci specifiche questioni. “Si tratta di un accordo importante – ha detto Mauro Fezzi, alla sua prima assemblea dapresidente della Federazione – che rafforza gli strumenti di dialogo e collaborazione per favorire la crescita economica del Trentino, la distribuzione sul territorio di servizi di qualità, il mantenimento della popolazione nelle zone periferiche assicurando così il presidio, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio ambientale, in particolare montano, ed edilizio, come condizioni determinanti anche per la promozione del Trentino in chiave turistica”.

Il presidente Ugo Rossi ha così spiegato le ragioni del sostegno della Provincia: “Il movimento cooperativo non è solo un importante distretto economico, ma ha in sé un paradigma fondamentale: è benzina positiva della nostra autonomia. Le cooperative garantiscono lavoro, sviluppo e gettito fiscale al territorio. La cooperazione è un modo di concepire la società, è l’unione delle forze, è la capacità di mettere a fattore comune le risorse di cui ciascuno di noi dispone. Al fine di creare un mercato un po' diverso, dove la competizione non sia l’unico elemento da interpretare”.

Ma non sono tutte rose; Rossi ha anche espresso l’auspicio di una rapida soluzione della vicenda degli esuberi del Sait: “Seguiamo con grande apprensione il percorso di Sait e siamo a disposizione, anche per trovare logiche d’intervento innovative, come facciamo e abbiamo fatto per tutte le crisi. Ma questo deve accompagnarsi ad una chiarezza cristallina rispetto al piano industriale, alle logiche di investimento e alle politiche commerciali. Altrimenti ci occuperemmo solo di esuberi e non di sviluppo futuro”.

Rossi ha concluso il suo intervento con un appello: “Cittadini e soci della cooperazione si sono abituati all'autonomia, la danno per scontata, non si sentono responsabili, delegano altri a pensarci. Soci e socie, occupatevi direttamente delle vostre cooperative, non delegate!”.

L’assemblea è stata introdotta dal videomessaggio di saluto ai cooperatori dell’europarlamentare Herbert Dorfmann, che si è soffermato sulle novità relative alla Pac (tra tutte il rafforzamento del sistema assicurativo con il calo della soglia minima del danno per indennizzi al 20%) e sull’Unione bancaria, con la proposta di creare un Fondo europeo di garanzia dei depositanti alimentato dalle banche con la previsione di mille euro forfettari per gli istituti con attivi totali inferiori a 1 miliardo di euro.

L’intesa con la Provincia autonoma

Il protocollo firmato oggi prevede il reciproco impegno a supporto della rete di servizi di qualità sul territorio. La Provincia riconosce la valenza sociale dei servizi erogati dagli esercizi commerciali multiservizi e si impegna, una volta acquisita la condivisione da parte degli uffici della Comunità europea, a riconoscere loro la qualifica di SIEG (Servizi di Interesse Economico Generale).

Il protocollo, presentato oggi dal direttore della Federazione Alessandro Ceschi, annuncia un aumento delle risorse dedicate ai ‘multiservizi’ da 9 mila a 10 mila euro di contributo per punto vendita (fino a 12 mila per chi introduce molti servizi), inserendo nuove distanze minime ed un criterio di flessibilità e di valutazione degli investimenti realizzati precedentemente che coinvolga i Comuni. E’ previsto l’allacciamento alla rete in fibra ottica di tre punti vendita della cooperazione di consumo per la fornitura di servizi innovativi, in particolare legati alle tecnologie digitali.

Sul fronte della vigilanza, La Federazione si impegna a mettere a disposizione della Provincia i verbali di revisione cooperativa e quelli della revisione legale dei conti, attraverso comodi strumenti informatici e a fare incontri periodici di confronto.

Provincia e Federazione riconoscono al processo di costruzione del nuovo Gruppo bancario cooperativo trentino un ruolo fondamentale per l’intero territorio, garantendo il più ampio sostegno.

Riguardo alla formazione, la Federazione si impegna attivare specifici percorsi formativi preferibilmente a carattere obbligatorio destinati agli amministratori di cooperative per rafforzare la conoscenza degli strumenti di gestione delle aziende, la consapevolezza delle responsabilità connesse al ruolo.

Riguardo agli appalti l’accordo prevede l’attuazione, da parte della Provincia, delle nuove disposizioni sui ‘servizi specifici’, fra cui rientrano quelli sociali, e sugli affidamenti alle cooperative sociali di tipo ‘B’.

E poi ancora iniziative a difesa e promozione del lavoro, della permanenza della popolazione e delle attività nelle aree montane e marginali, per accedere alle risorse comunitarie e a tutela del patrimonio culturale della Cooperazione.

Sul piano delle risorse, la Provincia si impegna a definire il contributo dovuto alla Federazione per la vigilanza su un orizzonte triennale (ciò consente una migliore programmazione) e ad adeguarlo in relazione al ruolo che assumerà rispetto al movimento e alle future iniziative.

Quale ruolo per la Federazione

La Federazione si trova ad affrontare un periodo di forte cambiamento dovuto alla riforma del credito. “Dal nostro punto di vista – ha detto Mauro Fezzi – la capogruppo Cassa Centrale rappresenta una straordinaria opportunità non solo per le Casse Rurali ma per tutto il Trentino”.

Come noto, alcune delle funzioni esercitate attualmente dalla Federazione nei confronti delle Casse Rurali saranno svolte dalla Capogruppo. “Ma noi non immaginiamo un triste e rassegnato passaggio di consegne: al contrario, è interesse delle stesse Casse Rurali che la Capogruppo e la Federazione individuino gli strumenti migliori per valorizzare i rispettivi ruoli, a beneficio dell’intero sistema cooperativo, non solo di credito”.

A questo proposito il presidente di Federcasse Augusto Dell’Erba ha aggiunto: “Federcasse continuerà a rappresentare parimenti Bcc e Casse Rurali anche nell’era dei gruppi bancari. E ci sarà sempre più bisogno di questo ruolo di rappresentanza e tutela, considerate le sfide che ci attendono”. "Dobbiamo continuare a collaborare su principi e obiettivi comuni. Auspico che un domani possano nascere le condizioni per mettere insieme esperienze oggi diverse".

“Questa situazione – ha affermato Fezzi - impone di avviare un serio e responsabile piano di riorganizzazione, ma la reazione non può essere né di rassegnazione né di fatalismo! Al contrario, occorre in tempi brevi predisporre un piano che ridefinisca ruolo e funzioni della Federazione sia come società di servizi sia come soggetto “politico” e di sindacato di rappresentanza e tutela delle cooperative.

“La Federazione può essere un interlocutore credibile e autorevole nella misura in cui sarà capace di attivare il dialogo tra le parti e di proporre soluzioni il più possibile condivise”, ha proseguito il presidente della Cooperazione Trentina

La sfida che il consiglio di amministrazione affida alla struttura diretta da Alessandro Ceschi è di accelerare anche il percorso di crescita nei servizi, affinché la Federazione possa continuare a giocare un ruolo di primo piano nella consulenza nei confronti del movimento cooperativo.

I numeri del sistema cooperativo trentino

Il sistema delle 495 cooperative trentine chiude il bilancio 2016 con soddisfazione. I soci e le socie hanno superato il numero record di 290 mila, con 2 mila nuovi ingressi rispetto al 2015.

Bene anche sotto il profilo dell’occupazione e delle vendite: ci sono settori, come quello delle cooperative agricole e delle coop di lavoro, sociali, servizi e abitazione, che nel 2016 sono riusciti a generare oltre 800 posti di lavoro, producendo fatturati in crescita e reddittività soddisfacente.

Nelle Famiglie Cooperative le vendite sono cresciute dell’1,4%, mantenendosi su due velocità, con buoni risultati per i negozi superiori ai 400 metri quadrati e qualche difficoltà per quelli piccoli, con meno di 150, che ricoprono un ruolo più sociale che economico, che va riconosciuto.

Il credito è impegnato nella sfida dell’ingresso nel nuovo Gruppo bancario nazionale di Cassa Centrale, dove si presenta compatto ed impegnato nel consolidamento patrimoniale (total capital ratio al 16,5%), nella razionalizzazione dei costi (fusioni, rete sportelli) e nella pulizia del portafoglio crediti deteri orati (tasso copertura del 45%). Stabili la raccolta a 17,2 miliardi di euro e gli impieghi a 11.

19 nuovi Maestri cooperatori

Al termine dell’assemblea, sono stati consegnati i diplomi a 19 nuovi ‘Maestri cooperatori’, diventati tali dopo aver frequentato un impegnativo corso di formazione e superato il relativo esame finale.

Il percorso di cultura cooperativa, che ha beneficiato dell’organizzazione didattica di Formazione Lavoro, ha l’obiettivo di sviluppare un pensiero riflessivo sulle questioni fondamentali della cooperazione, per costruire nuovi significati e azioni cooperative. Inoltre vuole essere un luogo di riflessione, dove poter sviluppare nuova consapevolezza cooperativa e generare alleanze e spunti costruttivi.

Probabilmente troverai di tuo interesse anche