Famiglia cooperativa del Primiero, preoccupa il provvedimento di chiusura Lunedì, 02 Gennaio 2017

Il provvedimento di revoca della licenza commerciale da lunedì 9 gennaio annunciato dall’Amministrazione comunale colpisce il punto vendita più importante della Famiglia Cooperativa. A rischio la stessa sopravvivenza della cooperativa.

L’amarezza e la preoccupazione della presidente Francesca Broch: “Una vicenda intricatissima che non riesce a dipanarsi. Abbiamo sperato fino all’ultimo in una soluzione. Si pensi ai 42 lavoratori e al servizio della Famiglia Cooperativa anche nei piccoli centri del Primiero”.

Mercoledì prossimo 4 gennaio alle 18 l’incontro con i soci.

Alla fine, il provvedimento tanto temuto è arrivato: lunedì 9 gennaio il negozio di viale Piave, il più grande della Famiglia Cooperativa del Primiero, dovrà chiudere a causa del provvedimento di revoca della licenza commerciale da parte del sindaco del Comune di Primiero San Martino. Il provvedimento fa seguito alla decisione del Consiglio di Stato dell’ottobre 2015 che aveva convalidato l’annullamento delle concessioni e licenze commerciali rilasciate dall’allora comune di Transacqua.

È trascorso oltre un anno da allora. Nel frattempo il comune è passato da un periodo di commissariamento - in cui il commissario dott.ssa Paola Matonti aveva individuato una possibile strada da seguire (piano-guida preliminare ed un nuovo piano di lottizzazione) -, nuove elezioni comunali a seguito della fusione dei comuni, e poi l’insediamento della nuova amministrazione comunale.

Ma in questo periodo non sembra essere accaduto nulla per la soluzione del “caso” Ingros.

Vale la pena ricordare, senza ripercorrere tutte le tappe di una vicenda estremamente complessa, che la Famiglia Cooperativa, impegnata in un importante investimento immobiliare per la realizzazione del centro commerciale Ingros attraverso la società Primiero Sviluppo a cui partecipa al 40%, ha potuto iniziare l’attività in forza di regolare licenza commerciale e permessi urbanistici regolarmente rilasciati dall’allora comune di Transacqua.

Successivamente, a causa del ricorso di un privato contro il Comune e le società interessate, il Tar e poi il Consiglio di Stato avevano annullato le delibere comunali relative, con la conseguenza che la Famiglia Cooperativa si è trovata improvvisamente senza le autorizzazioni amministrative precedentemente rilasciate. Altre complicazioni nel frattempo intervenute hanno impedito di arrivare ad una soluzione, nonostante i molti tentativi effettuati.

Tanto che, ad oggi, la chiusura sembra essere l’unico sconsolato epilogo della vicenda.

“Per la nostra Famiglia Cooperativa questa ordinanza potrebbe essere la fine, se non vi saranno in tempi brevi soluzioni al problema”, ammette oggi la presidente Francesca Broch.

“La chiusura della sede, unico punto vendita che consente di sostenere economicamente anche le filiali, era tra le possibilità, ma allo stesso tempo il lavoro svolto da noi, dal Commissario e poi dall’amministrazione comunale, ritenevamo potesse aprire ad una soluzione, che però a tutt’oggi non è ancora stata perfezionata.

La Famiglia Cooperativa è una azienda che ad oggi ha 42 dipendenti tra fissi e stagionali, quest'ultimi con contratti fino ad aprile, per i quali sarà difficile evitare il licenziamento.

Abbiamo sempre fatto fronte agli impegni finanziari nei confronti dei fornitori e delle banche, pagando puntualmente tutti i dipendenti. Certo ora la preoccupazione è forte anche sul fronte finanziario, - continua la presidente - in quando abbiamo difficoltà a fornire certezze sul futuro.

La Famiglia Cooperativa incontrerà i soci mercoledì 4 gennaio alle 18 al teatro di Transacqua, le nostre filiali verranno riorganizzate e sarà indispensabile la vicinanza di tutta la nostra clientela”.

Infine ancora un appello: “Chiedo alle istituzioni di guardare con occhi responsabili la situazione e di trovare una giusta soluzione in tempi brevi. Non nascondo l’amarezza, ma guardo avanti. Faremo tutto il possibile per ripartire”. 

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