Donne: uscire dalla violenza si può Lunedì, 05 Dicembre 2016

Per celebrare la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, l’associazione Donne in cooperazione lancia un messaggio di speranza grazie alla testimonianza di Nadia Nunzi, autrice del libro autobiografico “Ti amo anima mia, una storia di violenza”, e alle storie delle vittime di violenza che si sono costruite una nuova vita grazie al Fondo "La Violenza Non è Un Destino"

La violenza di genere rappresenta la prima causa di morte e di malattia delle donne dai 15 ai 50 anni, secondo i dati dell’Oms. Uscire da una situazione fatta di soprusi e maltrattamenti non è facile, ma è possibile. Lo dimostra la storia di Nadia Nunzi, autrice del libro autobiografico “Ti amo anima mia, una storia di violenza”, che ha portato la propria testimonianza all’incontro organizzato dall’associazione Donne in cooperazione, in partnership con la cooperativa Samuele.

Per Nadia, giovane donna marchigiana, tutto è iniziato lavorando nel bar del piccolo paese dove è nata e cresciuta. Qui ha incontrato quello che all’inizio le era sembrato un uomo affascinante e pieno di carisma. “Che cos’è un colpo di fulmine non lo so – ha raccontato – ma credo sia molto simile a quello che ho provato. Guardare la sua faccia e trovarla assolutamente familiare, non riuscire a distogliere l’attenzione dal suo sorriso”. In poco tempo, però, quella che doveva essere una storia d’amore si è trasformata in una prigione fatta di ostilità, accuse e paure. Per fortuna Nadia è riuscita ad aprire gli occhi e a scappare dal proprio aguzzino prima che fosse troppo tardi. “Riprendersi la vita non è facile – ha detto – la violenza, anche se si attenua, macchia le cose buone e contamina tutto per sempre. Ma oggi cerco di sorridere alla gente spontaneamente per togliere dal mio viso le tracce di quello che è stato”.

La storia narrata da Nadia ha molto in comune con le storie delle oltre 500 donne che, mediamente, in Trentino ogni anno denunciano episodi di violenza. “Questi sono i dati raccolti dall’Osservatorio provinciale sulla violenza di genere – ha commentato la presidente della Commissione provinciale pari opportunità Simonetta Fedrizzi – ma in realtà le vittime sono molte di più”. In Italia si stima che una donna su tre, dai 16 a 70 anni, è vittima di violenza di un uomo. E i reati più gravi sono commessi da partner o ex. “Qualcosa però si sta muovendo verso la giusta direzione – ha aggiunto Fedrizzi – perché registriamo un cambiamento a livello culturale, aumenta la condanna sociale e questo aiuta le vittime ad avere maggiore consapevolezza che possono uscire dalla situazione in cui si trovano”.

“La nostra associazione – ha spiegato la presidente delle Donne in cooperazione Nadia Martinelli – aderisce alla campagna “Se ti ama troppo, non ti ama affatto”, lanciata dalla Commissione provinciale pari opportunità, contro le violenze di genere e gli stereotipi che accompagnano e alimentano queste violenze. E l’appuntamento con Najaa è stato proposto proprio come occasione di riflessione su questo tema, sia perché crediamo che ognuna e ognuno di noi debba fare la propria parte per contrastare questo fenomeno, sia per dare un segnale chiaro che dalla violenza si può uscire, sempre”.

E proprio da questa consapevolezza è nato nel 2013 “La violenza non è un destino”, il primo fondo privato creato in Trentino per sostenere le donne vittime di violenza nel momento di maggiore emergenza. Maria Luisa Bonura, psicologa e responsabile del servizio Aurora della Fondazione Famiglia Materna, che insieme alla cooperativa sociale Punto d’approdo gestisce il fondo, è intervenuta portando alcuni casi di donne che sono riuscite a dare un nuovo futuro a se stesse e ai propri figli e figlie. Il fondo, sostenuto dalla Federazione Trentina della Cooperazione, dalle Donne in cooperazione e da tutte le Casse Rurali trentine, finanzia infatti i piccoli bisogni concreti necessari ad iniziare un percorso individuale di uscita dalla violenza. Possono accedervi le donne di tutto il territorio trentino segnalate dalle strutture che in provincia assistono le vittime di violenza. È possibile contribuire con una donazione tramite bonifico bancario sul conto corrente presso Cassa Rurale di Rovereto IBAN IT84 MO82 1020 8010 0200 0037 303 indicando come causale "donazione La violenza non è un destino".

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