Family Audit, dal Trentino all'Italia: parte la sperimentazione Lunedì, 18 Giugno 2012

Oggi a Roma l'incontro con l'assessore Ugo Rossi e i vertici del Ministero: coinvolte 50 organizzazioni di quattordici Regioni

Enel, 36.842 occupati; Atm Lombardia, 9.065; Nestlè Lombardia, 5.600: sono tre delle realtà aziendali private che sperimenteranno su base nazionale lo standard Family Audit "inventato" dalla Provincia autonoma di Trento e che oggi, a Roma, nell'incontro presso la sala monumentale di Largo Chigi, ha vissuto un momento particolarmente importante. Alla presenza dei vertici del Ministero dell'Integrazione - che si occupa della Famiglia - e dell'assessore alla salute e politiche sociali della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, c'è stato infatti l'avvio della sperimentazione, su scala nazionale, dello strumento di management che consente alle organizzazioni di sviluppare e ottimizzare i sistemi di conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa. Un progetto, sperimentato inizialmente in Trentino dall'Agenzia per la famiglia, poi divenuto oggetto di un Protocollo d'intesa siglato a Milano durante la conferenza Nazionale sulla famiglia tra il Dipartimento per le politiche della famiglia e l' Agenzia trentina stessa. Oggi la presentazione dello standard, il confronto tecnico tra le organizzazioni aderenti alla sperimentazione, finora 50 gli enti selezionati, e la Cabina di regia nazionale del Family audit e il varo del progetto esecutivo. "Siamo orgogliosi - ha detto l'assessore Rossi - di riscontrare interesse e adesione al nostro progetto. Che è nato, e così lo interpretiamo giorno per giorno, quale nostro contributo concreto alla modernizzazione del Paese. Quello che stiamo esportando è il nostro modo di stare dalla parte delle famiglie, del lavoro femminile in particolare, di una ritrovata natalità. Il fatto che stia riscontrando tanto e tale interesse anche da parte delle aziende private ci indica che la strada tracciata è interessante, condivisa, importante". Ai lavori di oggi sono intervenuti Angelo Mari e Francesca Gagliarducci della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento delle politiche per la famiglia e Luciano Malfer, Provincia autonoma di Trento, Agenzia per la famiglia.

"La nostra - ha aggiunto l'assessore Ugo Rossi - vuole essere anche una indicazione precisa per uscire da talune gabbie mentali che, nel mondo del lavoro, si fanno sentire, eccome. Per contrastare ad esempio la centralità del timbrare il cartellino, quando invece è spesso la mortificazione delle potenzialità del lavoratore. Per questo la Provincia autonoma di Trento punta ora ad un part time che non sia più un diritto acquisito una volta per sempre, bensì uno strumento realmente democratico e flessibile, a disposizione di chi ne ha veramente bisogno. Analogamente ci stiamo impegnando per il telelavoro: in questi giorno inizia la sperimentazione per i primi dipendenti della Provincia che lavoreranno a domicilio con, tra l'altro, un risparmio concreto e immediato in buoni pasto; in co2 grazie ai minori spostamenti; in ore di straordinario e di recupero. Riscontrare che a quanto intrapreso in Trentino guardano con attenzione non solo altre realtà della pubblica amministrazione, ma anche importanti strutture private, è oggi motivo di orgoglio ma anche sprone a proseguire su questa strada".
Lo standard Family Audit, è uno strumento di management che consente alle organizzazioni di sviluppare, attraverso una logica di partecipazione e di coinvolgimento dei lavoratori, una migliore conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa.
Il processo di auditing e re-auditing mira, infatti, all’attuazione di politiche “aziendali” che, poste in atto volontariamente da enti pubblici e privati, favoriscano l’adozione e la diffusione di specifici piani di azione gestionale delle risorse umane e strumentali e
realizzino concreti ed efficaci metodi di conciliazione tra le esigenze familiari e di lavoro.
La Provincia autonoma di Trento - Agenzia per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili dopo un’iniziale sperimentazione, ha definitivamente adottato lo standard Family Audit nel 2010.
Nel corso della Conferenza nazionale della famiglia tenutasi a Milano nel novembre dello stesso anno è stato siglato il Protocollo d’intesa per l’adozione dello standard su scala nazionale tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le politiche della famiglia e l'Agenzia. Al Protocollo è seguita la sottoscrizione dell’Accordo di collaborazione tra le istituzioni coinvolte che, a novembre 2011, hanno approvato lo schema di “Avviso alle organizzazioni” interessate all’adozione dello standard. L'avviso ha dato avvio alla procedura per la sperimentazione su base nazionale. Ad oggi sono cinquanta gli enti, rappresentativi di quattordici regioni, che hanno manifestato il loro interesse all’iniziativa e tutti sono stati ammessi al percorso di conferimento della certificazione dello standard.

Comunicato stampa Pat