Categorie di soci

Il socio cooperatore

Sono soci ordinari o cooperatori le persone fi siche o le persone giuridiche che sottoscrivono il contratto sociale o vi aderiscono in un momento successivo. Il socio cooperatore è al tempo stesso comproprietario dell’impresa e fruitore dei servizi o acquirente dei beni che la cooperativa fornisce. Persegue un interesse mutualistico: si propone, cioè, di conseguire beni o servizi o occasioni di lavoro a condizioni più vantaggiose di quelle che otterrebbe dal mercato
Il diritto di partecipazione dei soci cooperatori è rappresentato dal possesso di quote o azioni, il cui valore nominale non può essere inferiore a 25 euro né, per le azioni, superiore a 500 euro. Ove la legge non preveda diversamente, nessun socio può avere una quota superiore a centomila euro, né tante azioni il cui valore nominale superi tale somma.

Ciascun socio dispone di un solo voto, a eccezione delle persone giuridiche alle quali l’atto costitutivo può attribuire più voti, ma non oltre cinque, in relazione all’ammontare della quota sottoscritta o al numero dei loro membri. Il principio del voto capitario può subire un’altra deroga nelle cooperative in cui i soci realizzano lo scopo mutualistico con l’integrazione delle rispettive imprese o di talune fasi di esse. In questo caso l’atto costitutivo può prevedere che il diritto di voto sia attribuito in ragione della partecipazione dei soci allo scambio mutualistico.

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I soci "in prova"

Con la riforma del diritto societario il legislatore ha riconosciuto la facoltà di prevedere nell’atto costitutivo una categoria speciale di soci cooperatori. Si tratta di una facoltà volta a soddisfare l’interesse di quanti aspirano a entrare nella cooperativa, ma necessitano di un periodo di formazione. Tale facoltà è riconosciuta nei limiti di un terzo del totale dei soci cooperatori e per un periodo non superiore a cinque anni, decorso il quale il nuovo socio è ammesso a godere dei diritti che spettano agli altri soci cooperatori.

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I soci finanziatori

Le cooperative possono emettere strumenti fi nanziari secondo la disciplina prevista per le società per azioni. Questa possibilità, abbozzata dalla legge n. 59/92, è stata riconosciuta nei termini attuali dal decreto di riforma del diritto societario. Il legislatore ha lasciato ampia autonomia in materia: gli statuti delle cooperative hanno facoltà di prevedere o meno questi strumenti e ne possono caratterizzare in vario modo il contenuto.

  1. Gli strumenti fi nanziari possono essere raggruppati in tre categorie:
  2. azioni che partecipano al capitale della società e attribuiscono determinati diritti patrimoniali e amministrativi;
  3. titoli di debito: obbligazioni e titoli assimilati;
  4. titoli ibridi o misti, cioè titoli che presentano caratteristiche di tutte e due le categorie precedenti.

Nel primo caso i possessori degli strumenti fi nanziari partecipano alla vita della cooperativa e assumono la veste di socio: diventano, cioè, soci fi nanziatori. I soci fi nanziatori non sono utenti delle prestazioni mutualistiche rese dalla cooperativa, bensì meri investitori. Essi scommettono sulle potenzialità della società, partecipando dal capitale della stessa con un conferimento dal quale si attendono una remunerazione sotto forma di dividendi.

A differenza dei soci cooperatori, che perseguono uno scopo mutualistico, i soci fi nanziatori perseguono, quindi, uno scopo di lucro. L’articolo 2526 del codice civile stabilisce che i privilegi previsti a favore dei soci fi nanziatori nella ripartizione degli utili e nel rimborso del capitale non si estendono alle riserve indivisibili.

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I soci sovventori

I soci sovventori costituiscono una particolare fi gura di soci fi nanziatori, disciplinata dalla legge n. 59/92. Le società cooperative e i loro consorzi, a eccezione delle società e dei consorzi operanti nel settore dell’edilizia abitativa, possono prevedere nell’atto costitutivo fondi per lo sviluppo tecnologico o per la ristrutturazione o il potenziamento aziendale. Questi fondi sono alimentati mediante speciali conferimenti che attribuiscono ai soggetti conferenti la qualifi ca di “sovventori”

I conferimenti dei soci sovventori sono rappresentati da azioni nominative trasferibili, la cui vendita può però essere sottoposta, dall’atto costitutivo, a particolari condizioni. l trasferimento delle azioni opera mediante girata autenticata da un notaio o da altro soggetto secondo quanto previsto dalle leggi speciali. Il giratario, che si dimostra possessore in base a una serie continua di girate, ha diritto di ottenere l’annotazione del trasferimento nel libro soci ed è legittimato a esercitare i diritti sociali.

Sempre se l’atto costitutivo lo dispone, a ciascun socio sovventore possono essere attribuiti più voti, ma non oltre cinque, in relazione all’ammontare del conferimento. I voti attribuiti ai soci sovventori non devono superare, in ogni caso, un terzo dei voti spettanti a tutti i soci.

I soci sovventori possono essere nominati amministratori, anche se la maggioranza di questi deve essere costituita da soci cooperatori. Lo statuto può stabilire particolari condizioni a favore dei soci sovventori per la ripartizione degli utili e la liquidazione delle azioni. Il tasso di remunerazione non può comunque essere maggiorato di oltre 2 punti rispetto a quello stabilito per gli altri soci.

Ai possessori di strumenti fi nanziari, inoltre, non può essere attribuito più di un terzo dei voti spettanti all’insieme dei soci presenti ovvero rappresentati in ciascuna assemblea generale.

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I possessori di azioni di partecipazione cooperativa

Le società cooperative che abbiano adottato, nei modi e nei termini stabiliti dallo statuto, procedure di programmazione pluriennale per lo sviluppo o l’ammodernamento aziendale, possono emettere azioni di partecipazione cooperativa prive del diritto di voto e privilegiate nella ripartizione degli utili e nel rimborso del capitale.

Anche in questo caso la materia è disciplinata dalla legge n. 59/92. Come i soci sovventori, anche i sottoscrittori di azioni di partecipazione cooperativa sono degli investitori e non prendono parte allo scambio mutualistico. È assai dubbio, invece, se si possa attribuire anche a essi la qualifi ca di socio o se nei loro confronti sia più corretto parlare di fi nanziatori esterni alla cooperativa.

Le azioni di partecipazione cooperativa possono essere emesse per un ammontare non superiore al valore contabile delle riserve indivisibili o del patrimonio netto risultanti dall’ultimo bilancio certifi cato e depositato presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Oltre alle indicazioni prescritte dal legislatore per i titoli azionari, esse devono contenere la denominazione “azione di partecipazione cooperativa”.

Tali azioni possono essere qualifi cate come “una parte del capitale sociale a destinazione vincolata” e devono essere offerte in opzione ai soci e ai lavoratori dipendenti della società cooperativa in misura non inferiore alla metà. Come accennato, esse attribuiscono ai loro possessori alcuni privilegi di natura patrimoniale e alcuni diritti amministrativi. In particolare, ai possessori delle azioni di partecipazione cooperativa spetta una remunerazione maggiorata di 2 punti rispetto a quella delle quote o delle azioni dei soci cooperatori.

All’atto dello scioglimento della società cooperativa, inoltre, le azioni di partecipazione cooperativa hanno diritto di prelazione nel rimborso del capitale per l’intero valore nominale. In caso di perdite di bilancio, il valore delle azioni di partecipazione cooperativa viene intaccato solo se non è possibile assorbire interamente le perdite diminuendo o azzerando il valore delle quote o delle azioni possedute dai soci cooperatori. In altre parole, le eventuali perdite sono sopportate in primo luogo dai soci cooperatori, e solo in subordine dai possessori di azioni di partecipazione cooperativa.

Per contro, le azioni in questione non partecipano a eventuali aumenti gratuiti di capitale e i loro possessori non possono essere nominati amministratori. I possessori delle azioni di partecipazione cooperativa si riuniscono in assemblee speciali a loro riservate. In tali assemblee vengono assunte varie deliberazioni quali: la nomina e la revoca del rappresentante comune; l’approvazione delle deliberazioni dell’assemblea della cooperativa che pregiudicano i diritti di categoria; la costituzione di un fondo per le spese necessarie alla tutela dei comuni interessi con relativo rendiconto e altre questioni di interesse comune.

L’assemblea speciale è convocata dagli amministratori o dal rappresentante comune qualora lo si ritenga necessario o quando ne sia fatta richiesta da un terzo dei possessori delle azioni di partecipazione.

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I soci volontari

Nelle cooperative sociali è prevista una particolare categoria di soci: i soci volontari. Tali soci prestano la loro attività gratuitamente e sono iscritti in un’apposita sezione nel libro dei soci. Il loro numero non può superare la metà di quello complessivo dei soci stessi.
Nei confronti dei soci volontari non si applicano i contratti collettivi e le norme di legge in materia di lavoro subordinato e autonomo, a eccezione delle norme in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e malattie professionali.

A tali soci può essere corrisposto solo il rimborso delle spese sostenute e documentate, sulla base di parametri stabiliti dalla cooperativa sociale per la totalità dei soci.

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I soci lavoratori

Il movimento cooperativo riconosce al singolo la possibilità di assumere contemporaneamente due funzioni: quella di lavoratore-dipendente e quella di socioimprenditore. La scelta di fornire il proprio lavoro e di dedicarsi con altri soci alla realizzazione di un progetto comune è la caratteristica fondante delle cooperative di produzione e lavoro e di quelle sociali.

Ai soci lavoratori è data la possibilità di auto regolamentare il trattamento economico normativo entro certi limiti anche in deroga alle disposizioni applicate di solito ai lavoratori. Possono così essere introdotte forme di ristorno degli utili ai soci oltre che previsioni in deroga alle condizioni normative del contratto di lavoro.

Tra il socio lavoratore e la cooperativa si instaurano due rapporti giuridici: quello associativo e quello di lavoro.

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