Trattamento fiscale

È convinzione diffusa che le cooperative non paghino imposte: le cose, in realtà, non stanno proprio così. senza entrare nel dettaglio di una normativa complessa e mutevole, cerchiamo di fornire qualche chiarimento al riguardo.

Ires, imposta sul reddito delle società

Le cooperative rientrano tra i soggetti sottoposti a Ires e il loro reddito viene determinato con criteri analoghi a quelli previsti per le altre società. L’imposta, però, si applica solo su una parte di tale reddito.

In pratica, nell’ipotesi più favorevole per la cooperativa, l’Ires si applica sul 30% degli utili netti e sulle cosiddette “riprese fiscali” (cioè sulle variazioni che emergono in sede di dichiarazione dei redditi, applicando al bilancio civilistico le disposizioni fiscali).

La percentuale del 30% è ridotta al 20% per le cooperative agricole che rispettano determinate condizioni, mentre le cooperative sociali godono di ulteriori agevolazioni. Infine, le banche di credito cooperativo, che devono destinare a riserva legale il 70% degli utili, pagano l’imposta sul 27% di essi.

Irap, imposta regionale sulle attività produttive

Le cooperative pagano l’Irap nella stessa misura e secondo le stesse regole stabilite per gli altri soggetti. Sono previste agevolazioni:

  • per le cooperative sociali che si dedicano all’inserimento lavorativo di persone “svantaggiate” e che possono dedurre dalla base imponibile il costo del lavoro relativo a queste persone.
  • per le cooperative edilizie a proprietà indivisa per le quali la base imponibile è determinata secondo regole particolari

Ristorni

Le somme che le cooperative dividono tra i soci sotto forma di restituzione di parte del prezzo dei beni o servizi da essi acquistati o di maggior remunerazione del lavoro o dei conferimenti da essi effettuati sono soggette a un regime fi scale particolare. Per le cooperative tali somme sono deducibili dal reddito (con qualche limitazione nel caso delle cooperative di produzione e lavoro) e non concorrono, quindi, a formare l’imponibile da assoggettare a Ires; in capo ai soci esse vengono tassate solo se rivestono natura reddituale (com’è nel caso della maggior remunerazione riconosciuta ai soci lavoratori).

Se, però, i ristorni sono distribuiti mediante aumento del capitale, la tassazione in capo ai soci viene rinviata al momento del rimborso del capitale stesso. In questo caso, sulla parte del capitale rimborsato corrispondente ai ristorni viene applicata una ritenuta del 12,50% a titolo d’imposta.

Prestiti sociali

Se vengono rispettate determinate condizioni, sugli interessi corrisposti dalle cooperative per i prestiti dei soci viene applicata una ritenuta del 12,50% a titolo di imposta (la ritenuta sui depositi bancari è del 27%). La cooperativa può dedurre dal reddito il corrispondente importo fi no al raggiungimento di un valore limite, determinato con riferimento al tasso d’interesse minimo dei buoni postali fruttiferi.

Imposte indirette

In materia di imposte indirette (Iva, bollo, registro, imposta ipotecaria ecc.), le agevolazioni a favore delle cooperative sono abbastanza numerose. Generalmente, però, si tratta di agevolazioni giustifi cate in ragione dell’attività svolta, più che della natura mutualistica della società (tali sono, per esempio, le agevolazioni a favore delle cooperative sociali o delle cooperative edilizie). In molti casi, poi, l’agevolazione è di modesta rilevanza economica.

Precisazione conclusiva

A conclusione di queste brevi note si rende opportuna una precisazione. Il legislatore ha stabilito che le agevolazioni a carattere tributario vanno riconosciute solo a favore delle cooperative a mutualità prevalente. Questo principio, però, conosce alcune eccezioni: anche nelle cooperative a mutualità non prevalente, la quota di utili destinata a riserva legale indivisibile (30%) non concorre a formare l’imponibile da assoggettare a Ires, e anche nei loro confronti si applica la particolare disciplina dei ristorni e dei prestiti sociali.