Le scelte

Nella fase di costituzione d’una società si devono compiere alcune scelte fondamentali per l’organizzazione, il funzionamento e l’attività futura della società stessa. Nel caso della cooperativa, i nodi di maggior rilievo riguardano la scelta di operare prevalentemente con i soci piuttosto che con i terzi, il modello societario e il sistema di amministrazione che si intende impiegare, la possibilità o meno di emettere strumenti finanziari.

Cooperativa a mutualità prevalente o cooperativa a mutualità non prevalente

La distinzione tra cooperative a mutualità prevalente e cooperative a mutualità non prevalente costituisce senz’altro una delle novità di maggior spicco della riforma del diritto societario. In estrema sintesi, una delle condizioni per appartenere alla categoria delle cooperative a mutualità prevalente è data dalla previsione statutaria delle cosiddette clausole di “non lucratività”. Di quelle clausole, cioè, che limitano la possibilità di distribuire dividendi ai soci cooperatori e non consentono di dividere le riserve tra essi, né durante la vita della società, né in caso di scioglimento o di trasformazione.

Cooperative spa o cooperative srl

Di regola le cooperative devono applicare le disposizioni previste per le spa. Le cooperative di dimensioni medio piccole, però, possono scegliere di adottare la forma giuridica delle srl. Ciò è consentito alle cooperative con meno di 20 soci e alle cooperative con più di 20 soci che abbiano un attivo patrimoniale di modesta entità economica (non superiore a un milione di euro).

Il sistema di amministrazione

Con il modello della società per azioni è possibile optare rispettivamente per: il sistema tradizionale, il sistema dualistico, il sistema monistico. Il sistema tradizionale è basato sulla presenza del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale. Il sistema dualistico è caratterizzato dalla presenza di un consiglio di gestione e un consiglio di sorveglianza.

Il sistema monistico prevede che l’amministrazione e il controllo siano esercitati rispettivamente dal consiglio di amministrazione e da un comitato costituito al suo interno. Se invece la cooperativa adotta il modello della società a responsabilità limitata, l’amministrazione potrà modellarsi sull’elastico sistema introdotto dal Codice civile.

La possibilità di emettere strumenti finanziari

Nelle cooperative l’apporto di capitale dei soci è generalmente modesto e ciò rende pressante l’esigenza di ricorrere ad altre forme di finanziamento. Già la legge n. 59/92 aveva cercato di porre rimedio a questa situazione introducendo la figura del socio sovventore e del titolare di azioni di partecipazione cooperativa. Queste figure, però, non hanno avuto grande successo.

Con la riforma del diritto societario le cooperative accedono a tutti gli strumenti finanziari previsti per le spa: azioni, obbligazioni, altri titoli di debito, titoli misti. Perché ciò sia possibile, però, è necessario che l’atto costitutivo contenga questa previsione: anche in questo caso, quindi, dev’essere operata una scelta.

La possibilità di emettere strumenti finanziari va considerata con cautela. Essa apre nuove prospettive e offre soluzioni interessanti, ma può snaturare lo scopo e, quindi, l’essenza stessa della cooperativa. Questo pericolo è più evidente se gli strumenti finanziari sono dotati di diritti patrimoniali e amministrativi e attribuiscono al finanziatore la qualità di socio. Il legislatore ha voluto tutelare la posizione dei soci cooperatori e ha stabilito che ai possessori di strumenti finanziari non può essere attribuito più di un terzo dei voti spettanti all’insieme dei soci presenti o rappresentati in ciascuna assemblea.

Resta il fatto, comunque, che gli interessi dei soci finanziatori sono diversi e talvolta confliggenti con quelli dei soci cooperatori e ciò rende più difficile la ricerca di un giusto contemperamento delle rispettive esigenze.