La porta aperta

Accanto allo scopo mutualistico, la definizione di cooperativa contenuta nel Codice civile individua un secondo elemento strutturale, cioè la variabilità del capitale. Per una società lucrativa il capitale è determinato in un ammontare fissato dall’atto costitutivo e può essere successivamente aumentato o ridotto solo in presenza di determinati presupposti e attraverso il compimento di una modifica formale dell’atto costitutivo stesso, anche in relazione all’ingresso o all’uscita di nuovi soggetti dalla compagine sociale

Una società cooperativa può invece liberamente accogliere nuovi soci in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge e dallo statuto, senza che quest’ultimo debba essere modificato. È il principio noto come “porta aperta”, che sottolinea il carattere non egoistico delle imprese mutualistiche: la compagine sociale è aperta a chiunque sia in possesso dei requisiti per diventare socio e l’ammissione di nuovi soci non comporta modifica dell’atto costitutivo.

La riforma del diritto societario ha però ammesso anche la possibilità di aumenti di capitale mediante modifi che dell’atto costitutivo, secondo le regole vigenti nelle altre società di capitali. In tal caso, l’ingresso di nuovi soci (o la sottoscrizione di nuove azioni o quote da parte dei vecchi soci) serve ad aumentare “a pagamento” il capitale mediante nuovi conferimenti, e soddisfa le esigenze finanziarie della cooperativa.

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