Il collegio sindacale

Il collegio sindacale ha il compito di controllare che la cooperativa sia gestita in modo corretto. Fino a qualche tempo fa tale compito si estendeva anche agli aspetti contabili della gestione, ma la riforma del diritto societario ha stabilito, in linea di principio, che il controllo di questi ultimi dev’essere affi dato a un soggetto esterno (revisore o società di revisione).

Il collegio sindacale si limita a vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società. Questa regola, però, può essere derogata. La deroga è consentita alle cooperative che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio (cioè non emettono azioni diffuse tra il pubblico in misura rilevante) e non sono tenute alla redazione del bilancio consolidato. In questi casi, lo statuto della società può stabilire che al collegio sindacale venga affidato anche il controllo contabile.

Composizione del collegio sindacale

Il collegio sindacale si compone di tre o cinque membri effettivi, soci o non soci, e di due supplenti. Almeno un membro effettivo e un supplente devono essere scelti tra i soggetti iscritti nel registro dei revisori contabili istituito presso il Ministero della giustizia. I restanti membri, se non iscritti in tale registro, devono essere iscritti negli albi professionali individuati con apposito decreto (attualmente: avvocati, dottori commercialisti, ragionieri e periti commerciali, consulenti del lavoro) o tra i professori universitari di ruolo in materie giuridiche o economiche.

Collegialità dell’organo e attività individuali dei sindaci

Come indica il termine, il collegio sindacale è un organo collegiale che delibera a maggioranza. Tutti i poteri, pertanto, spettano al collegio e non ai suoi singoli componenti. Precisato questo, si deve aggiungere, però, che in molti casi una parte consistenze dell’attività viene svolta individualmente. In particolare, ciascun sindaco può procedere, in qualsiasi momento e disgiuntamente dagli altri, ad atti di ispezione o di controllo, i cui esiti vanno registrati nell’apposito libro sociale.

Questa attività ha natura meramente istruttoria. Essa assume rilevanza solo in preparazione e in funzione della successiva fase valutativa, nella quale l’organo di controllo, collegialmente, si forma un giudizio in base agli elementi acquisiti e assume, se del caso, gli opportuni provvedimenti.

Riunione del collegio sindacale

Il collegio sindacale deve riunirsi almeno ogni novanta giorni, e della riunione dev’essere redatto un verbale, sottoscritto da tutti i presenti. La riunione è regolarmente costituita con la presenza della maggioranza dei sindaci e le delibere sono prese a maggioranza assoluta dei presenti. 

Il sindaco dissenziente ha diritto di far iscrivere a verbale i motivi del proprio dissenso, mentre non è previsto alcun obbligo di riferirne al consiglio di amministrazione o all’assemblea. Il verbale è trascritto nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale.

Doveri del collegio sindacale

Il collegio sindacale è chiamato a vigilare, in primo luogo, sull’osservanza della legge e dello statuto.

Manifestazioni caratteristiche di questo dovere generale di controllo su tutta l’attività sociale sono: il potere di convocare l’assemblea in caso di omissione o di ingiustifi cato ritardo da parte degli amministratori, il potere di intervenire alle assemblee, alle riunioni del consiglio di amministrazione e a quelle del comitato esecutivo, il potere di impugnare le delibere assembleari.

La vigilanza si estende, inoltre, al rispetto dei principi di corretta amministrazione. Sotto questo profi lo l’intervento dei sindaci è molto ampio: esso si estende a qualsiasi aspetto dell’azione amministrativa e di gestione, e riguarda sia gli atti posti in essere dal consiglio di amministrazione sia quelli degli organi delegati, nonché i fatti e i documenti che formano il substrato di essi, anche se sono riferibili ad altri collaboratori della società.

A tal fine i sindaci possono chiedere agli amministratori notizie sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari, anche con riferimento a società controllate, e possono scambiare informazioni con i corrispondenti organi di queste ultime e con i soggetti incaricati del controllo contabile. Il controllo deve riguardare, infine, l’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società, nonché il suo concreto funzionamento.