Disciplina normativa

La disciplina giuridica delle cooperative deriva da molteplici fonti normative: Costituzione, legislazione comunitaria, leggi statali e regionali, regolamenti attuativi. Essa è in parte comune a tutte le società mutualistiche e in parte destinata a singole categorie di cooperative, individuate in base al tipo di attività svolta.

La Costituzione

In materia di disciplina giuridica cooperativa, l’art. 45 comma 1 della Costituzione merita di essere riportato integralmente: “la Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fi ni di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.”

La normativa comunitaria e internazionale

Anche la normativa comunitaria è intervenuta recentemente nella materia, con un regolamento e con una direttiva del 2003. Essa delinea la particolare fi gura giuridica di “Società Cooperativa Europea” (S.C.E.) destinata a consentire la costituzione di cooperative con soci residenti in diversi Stati membri che intendano svolgere la loro attività su tutto il territorio dell’Unione. I principi che regolano la S.C.E. sono in buona parte coincidenti con quelli introdotti in Italia dalla riforma del diritto societario.

Altrettanto vincolanti le norme introdotte dell’Alleanza cooperativa internazionale (ACI): essa riunisce tutti gli organismi rappresentativi dei vari movimenti cooperativi nazionali e aggiorna periodicamente i “principi della cooperazione”, ossia i criteri fondamentali che dovrebbero consentire l’identificazione delle società cooperative pur nelle inevitabili diversità dei vari ordinamenti nazionali.

Il Codice civile

La disciplina generale delle società cooperative si trova nel Codice civile ampiamente novellato nel 2003 con i decreti di attuazione della riforma del diritto societario prevista dalla legge-delega n. 366 del 2001. A tutte le cooperative si applicano le norme del titolo sesto del libro quinto del Codice, integrate, in quanto compatibili, dalle norme del titolo quinto, capo quinto, che regolano la società per azioni. La riforma del diritto societario consente però che lo statuto della cooperativa applichi le norme sulla società a responsabilità limitata, in alternativa a quelle sulla società per azioni, se il numero di soci cooperatori è inferiore a venti, oppure se l’attivo dello stato patrimoniale non supera il milione di euro.

La scelta del modello organizzativo, tuttavia, non infl uisce sulle caratteristiche fondamentali volute dal legislatore per tutte le società mutualistiche: la cooperativa, sia in forma di spa che di srl, deve comunque perseguire lo scopo mutualistico e deve rispettare il principio della"porta aperta".

La legislazione regionale

Accanto alla legislazione statale, il quadro delle fonti normative in materia di cooperazione deve tenere conto delle speciali competenze attribuite alle Regioni. Lo statuto autonomo del Trentino Alto Adige attribuisce alla Regione competenza legislativa primaria in materia di “sviluppo della cooperazione e vigilanza sulle cooperative” e competenza concorrente sull’ordinamento delle casse rurali e delle aziende di credito a carattere regionale.

In attuazione di tale potestà legislativa, la Regione ha emanato numerosi provvedimenti normativi, tra i quali si distinguono: la legge regionale n. 7 del 1954 94 e la legge n. 1 del 2000 che disciplina in particolare l’accesso all’attività degli enti creditizi a carattere regionale e il suo esercizio. Recentemente, la legge regionale n. 3 del 2003 ha delegato alle Province autonome di Trento e Bolzano le funzioni amministrative derivate dalla competenza legislativa regionale in materia di cooperazione.

La legge regionale n. 5 del 2004 ha introdotto una serie di disposizioni in materia di cooperazione, disciplinando:

  • l’istituzione dell’Ufficio regionale del registro delle cooperative, che sostituisce a ogni effetto l’Albo nazionale previsto dal Codice civile a seguito della riforma generale del diritto societario
  • il controllo contabile delle società cooperative e dei loro consorzi, anch’esso introdotto dalla riforma del diritto societario e disciplinato dal codice civile

Infine, il decreto legislativo n. 171 del 2006 ha individuato i principi fondamentali della legislazione statale vigenti in materia di aziende di credito a carattere regionale. Le Regioni devono rispettare questi principi nell’esercizio della potestà legislativa concorrente loro attribuita, in via generale, dall’art. 117 della Costituzione. Per le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e di Bolzano, tuttavia, lo stesso decreto legislativo fa salve le previsioni dei rispettivi statuti e relative norme di attuazione.

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