Cooperativa

La cooperativa è l'unica forma imprenditoriale che non consente la concentrazione in poche mani della proprietà. Una Testa, un Voto. E qualunque sia la quota di captale posseduta, il valore del socio in assemblea è sempre uguale a uno.

Costituire una cooperativa significa avviare un’attività di impresa in forma associata. Per prima cosa, quindi, bisogna valutare bene se esistono le condizioni economiche, i presupposti tecnici e le risorse finanziarie per poter intraprendere tale attività con buone prospettive di successo. In altre parole, bisogna avere un progetto chiaro, unito alla consapevolezza di ciò che la realizzazione di tale progetto comporta.

Ma c’è un altro aspetto da considerare. Rispetto ad altri modelli attraverso i quali si attua l’iniziativa economica, la cooperativa si caratterizza per la particolare rilevanza che assume la persona del socio.

Si dice comunemente che i soci sono l’anima dell’impresa cooperativa, e in effetti la vitalità di questo tipo di società è proporzionata al grado di partecipazione degli aderenti e al loro senso di appartenenza.

Ciò risulta evidente nelle cooperative di produzione e lavoro, che mirano a procurare lavoro ai soci in un periodo in cui chi cerca un impiego ha serie difficoltà; ma è così anche nelle cooperative agricole, soprattutto se gli statuti prevedono l’obbligo di “conferire” l’intera produzione, ossia portarla interamente alla cooperativa per la trasformazione e la vendita.

In questi casi il socio investe nella cooperativa la sua professionalità, la sua attività, una fetta importante della sua esperienza quotidiana. Ma anche negli altri tipi di cooperativa – in modo meno coinvolgente, ma comunque significativo – i soci sono chiamati a contribuire con la partecipazione personale e diretta alla vita della società.

La cooperativa è un’impresa nella quale il ruolo del socio è centrale e il suo spirito di iniziativa e la sua dedizione sono più importanti del suo apporto di capitale.

È evidente, allora, che un’altra condizione per avviare questa esperienza è che tra i soci vi sia un buon grado di coesione, una condivisione degli obiettivi e dei modi per raggiungerli e un clima relazionale improntato alla stima e al rispetto reciproco.

Le scelte

Nella fase di costituzione d’una società si devono compiere alcune scelte fondamentali per l’organizzazione, il funzionamento e l’attività futura della società stessa. Nel caso della cooperativa, i nodi di maggior rilievo riguardano la scelta di operare prevalentemente con i soci piuttosto che con i terzi, il modello societario e il sistema di amministrazione che si intende impiegare, la possibilità o meno di emettere strumenti finanziari.

L'atto costitutivo

La cooperativa si costituisce per atto pubblico. I soci fondatori, quindi, devono rivolgersi a un notaio che redige l’atto costitutivo, cioè il contratto sociale che fissa le regole per lo svolgimento dell’attività mutualistica. Accanto all’atto costitutivo vi è un secondo documento, lo statuto, che contiene le norme relative al funzionamento della cooperativa. Anche se è redatto con atto separato, si considera parte integrante dell’atto costituivo cui deve essere allegato.

L'assemblea

L’assemblea dei soci è definita, tradizionalmente, come l'"organo della volontà sociale". In effetti essa è chiamata a operare alcune scelte di fondo e ad assumere importanti decisioni: nomina e revoca gli amministratori, nomina il collegio sindacale e il soggetto incaricato del controllo contabile, approva il bilancio annuale e dispone circa la destinazione degli utili o l’imputazione delle perdite, delibera eventuali azioni di responsabilità e approva i regolamenti che stabiliscono i criteri e le regole inerenti lo svolgimento dell’attività mutualistica tra la società e i soci.

Il consiglio di amministrazione

La gestione della cooperativa spetta esclusivamente agli amministratori, che, di regola, sono più di uno e compongono il consiglio di amministrazione. Essi sono chiamati a compiere tutte le operazioni  necessarie per il perseguimento dell’oggetto sociale e ne assumono la responsabilità anche quando lo statuto richiede, per il compimento di determinati atti, un’autorizzazione da parte dell’assemblea.

Il collegio sindacale

Il collegio sindacale ha il compito di controllare che la cooperativa sia gestita in modo corretto. Fino a qualche tempo fa tale compito si estendeva anche agli aspetti contabili della gestione, ma la riforma del diritto societario ha stabilito, in linea di principio, che il controllo di questi ultimi dev’essere affi dato a un soggetto esterno (revisore o società di revisione).

Associarsi alla Federazione

Le cooperative associate alla Federazione Trentina della Cooperazione possono usufruire di una serie di servizi predisposti per aiutarle nello svolgimento delle diverse pratiche necessarie alla gestione della società, ma anche per consigliarle e seguirle nel loro cammino di crescita e sviluppo. Obiettivo della Federazione è garantire un sempre maggiore livello di servizio ai vari settori della cooperazione, assieme alla capacità di ottimizzare, diffondendole, le innovazioni sperimentate positivamente da altri.

Trattamento fiscale

È convinzione diffusa che le cooperative non paghino imposte: le cose, in realtà, non stanno proprio così. senza entrare nel dettaglio di una normativa complessa e mutevole, cerchiamo di fornire qualche chiarimento al riguardo.

Principi giuridici

Tutte le società cooperative si caratterizzano per un denominatore comune: lo scopo mutualistico che legittima il riconoscimento costituzionale della loro funzione sociale. Ma la cooperazione è anche una forma di democrazia partecipativa, che si realizza attraverso i principi della porta aperta e della parità di trattamento. La disciplina giuridica delle cooperative deriva da molteplici fonti normative: Costituzione, legislazione comunitaria, leggi statali e regionali, regolamenti attuativi. Essa è in parte comune a tutte le società mutualistiche e in parte destinata a singole categorie di cooperative, individuate in base al tipo di attività svolta.

Disciplina normativa

La disciplina giuridica delle cooperative deriva da molteplici fonti normative: Costituzione, legislazione comunitaria, leggi statali e regionali, regolamenti attuativi. Essa è in parte comune a tutte le società mutualistiche e in parte destinata a singole categorie di cooperative, individuate in base al tipo di attività svolta.

La porta aperta

Accanto allo scopo mutualistico, la definizione di cooperativa contenuta nel Codice civile individua un secondo elemento strutturale, cioè la variabilità del capitale. Per una società lucrativa il capitale è determinato in un ammontare fissato dall’atto costitutivo e può essere successivamente aumentato o ridotto solo in presenza di determinati presupposti e attraverso il compimento di una modifica formale dell’atto costitutivo stesso, anche in relazione all’ingresso o all’uscita di nuovi soggetti dalla compagine sociale