Redazione atto costitutivo e statuto

Il notaio redige l’atto costitutivo, che contiene le regole per lo svolgimento dell’attività, e lo statuto, con le norme relative al funzionamento della cooperativa. 

La cooperativa si costituisce per atto pubblico. I soci fondatori, quindi, devono rivolgersi a un notaio che redige l’atto costitutivo, dove sono fissate le regole per lo svolgimento dell’attività. Accanto all’atto costitutivo vi è un secondo documento, lo statuto, che contiene le norme relative al funzionamento della cooperativa. Anche se è redatto con atto separato, si considera parte integrante dell’atto costituivo cui deve essere allegato.

L’atto costitutivo deve contenere una serie di elementi previsti per legge, quali le generalità dei soci, la denominazione e il Comune dove si trovano la sede principale e le eventuali sede secondarie della società, l’oggetto sociale, la quota di capitale sottoscritta da ciascuno socio, il valore attribuito ai crediti e ai beni conferiti in natura, i requisiti per l’ammissione dei soci, le condizioni per l’eventuale recesso o per l’esclusione dei soci, il numero degli amministratori e i dei componenti del collegio sindacale.

Particolare attenzione deve essere riposta nella formulazione dell’ “oggetto sociale”: con questo termine si indicano le attività economiche che una cooperativa si propone di svolgere per realizzare lo scopo per il quale è stata costituita. Nel caso, ad esempio, di una cooperativa di produzione e lavoro, può procurare lavoro ai propri soci operando nel campo della ristorazione piuttosto che in quello delle pulizie, nella gestione di impianti sportivi piuttosto che nella manutenzione del verde pubblico, e così via.

Attraverso la definizione dell’oggetto sociale non solo si delimita la gamma delle attività che possono essere svolte dalla società, ma si forniscono i parametri in base ai quali trovano giustificazione i requisiti per l’ammissione dei soci.

Per quanto riguarda il capitale sociale - altro aspetto importante - non è previsto per le società cooperative un valore definito. La quota versata dal socio può andare da un minimo di 25 euro a un massimo di 100 mila euro. Ovviamente non è possibile ipotizzare, ad esempio, la nascita di una cooperativa di 10 soci con un capitale di 250 euro. Il notaio non ammetterebbe la costituzione di una cooperativa con una dotazione di capitale così bassa, tale da non coprire neanche le spese di costituzione.

Il capitale sociale è variabile, muta conseguentemente all’entrata o all’uscita dei soci, senza che ciò renda necessario modificare l’atto costitutivo. Questa regola si collega al principio della “porta aperta” (chiunque condivida i principi mutualistici della cooperativa e sia in grado di contribuire al raggiungimento dell’oggetto sociale, può chiedere di farne parte) e rappresenta una delle caratteristiche strutturali di maggior rilievo delle cooperative.