Storia

Le origini

Crisi dell'agricoltura, tracollo dell'industria e forte emigrazione dalle valli verso la città, per sopravvivere. Così si presenta, sul finire dell'Ottocento, il quadro economico sociale del Trentino. L'agricoltura soffriva a causa della frammentazione dei terreni, dell'arretratezza delle colture, delle alluvioni e delle nuove malattie, come la peronospora e l'oidio della vite, o la pebrina del baco da seta.

I pionieri

Accanto a don Guetti, fra i padri fondatori della cooperazione troviamo nomi come quello di don Silvio Lorenzoni di Brez (che per primo tradusse dal tedesco e diffuse le idee e gli statuti Raiffeisen), del barone Mersi (presidente del Consiglio provinciale dell'agricoltura e vicepresidente della Federazione dei Consorzi Cooperativi), di don Giovan Battista Panizza (che succederà a don Guetti alla presidenza della Federazione) e dell'ing. Emanuele Lanzerotti di Romeno (fondatore dei consorzi elettrici, del Sindacato Agricolo Industriale Trento e delle cooperative di lavoro).

La fase di sviluppo

L'avvio della cooperazione fu lento, prudente, difficile, ma a partire dal 1893 si assiste quasi ad un'esplosione del movimento. Negli anni a cavallo del secolo nascono nel Trentino decine e decine di cooperative di consumo, di credito e agricole. Praticamente non c'è valle o paese dove non si fondi una cooperativa. Per dare unità e nel contempo creare una sorta di rete cooperativa, quando le società raggiunsero quota cinquanta, venne fondata la Federazione Trentina delle Cooperative (assemblea costitutiva il 20 novembre 1895), della quale Don Lorenzo Guetti fu il primo presidente.

Le ferite dei conflitti

Alla vigilia della prima guerra mondiale i sodalizi cooperativi associati alla Federazione erano oltre cinquecento e il grado di efficienza raggiunto dal sistema era davvero notevole. Dopo i difficili anni del primo conflitto, dal quale la cooperazione trentina uscì fortemente provata, il movimento riprese slancio e vigore e nel volgere di poco tempo assurse a livelli mai prima raggiunti, con un consistente apporto di cooperative di produzione e lavoro fra artigiani e operai che operarono prevalentemente per la ricostruzione.

Il dopoguerra

Nel 1945 venne ricostruita l'unità della Federazione e, con la nascita degli istituti autonomistici - la Regione prima e la Provincia poi - venne avviata un'attività legislativa di sostegno alla cooperazione che creò il terreno favorevole per una nuova fioritura del movimento. Fu in quegli anni che partì una più intensa azione formativa, accompagnata dal potenziamento degli strumenti di assistenza legale e amministrativa

La fusione con Legacoop

Il 2000 ha segnato una data importante per il mondo cooperativo trentino. È stato infatti l'anno dell'unione del movimento, sancita con la fusione tra Federazione e Legacoop trentina. La Lega Trentina delle Cooperative era stata costituita nel 1980 per dare risposte a categorie e ceti di cittadini e utenti che vivevano in quegli anni situazioni di disagio economico sociale, in particolare nel mondo del lavoro e della tutela dei diritti dei consumatori.