Il distretto cooperativo

Su una popolazione di mezzo milione di abitanti, il Trentino conta oltre 227 mila soci di cooperative. Ciò significa che in due famiglie su tre entra la cooperazione. Questo radicamento esteso sul territorio fa del Trentino un vero e proprio "distretto cooperativo" come poche altre esperienze nel mondo.

Riprendendo il modello tedesco ideato da Friedrich Wilhelm Raiffeisen (1818-1888) e attivamente promosso in Trentino da don Lorenzo Guetti, le cooperative sono organizzate in strutture di secondo grado, i consorzi, che raccolgono su scala provinciale le società dello stesso settore. La struttura consortile permette alle cooperative di superare i limiti imposti dalle dimensioni e di affrontare il mercato in maniera competitiva.

La Federazione Trentina della Cooperazione associa la maggior parte delle cooperative trentine ed è l'unico soggetto rappresentativo del movimento cooperativo locale dopo confluenza in un'unica organizzazione di due rappresentanze diverse: la Federazione Trentina aderente a Confcooperative e la Lega Trentina aderente a Legacoop. Ad oggi, resta l'unica esperienza a livello nazionale di "fusione" tra la cooperazione di matrice cattolica e la cooperazione di ispirazione socialista.

Il sistema della cooperazione trentina assicura un'occupazione stabile a circa 20 mila persone.